La fitodepurazione

Solitamente, i laghetti ornamentali sono strutture “a ciclo chiuso”, in cui occorre depurare l’acqua prima di reimmetterla nell’invaso: la depurazione è uno dei punti più critici nella progettazione e, soprattutto, nella gestione del laghetto, sia dal punto di vista dei costi, sia dei risultati.

Esistono vari sistemi di depurazione e non è possibile stabilire a priori quale sia il migliore, dato che ogni laghetto ha le sue caratteristiche peculiari, ma – quando le condizioni lo consentono -, personalmente, prediligo l’ utilizzo della cosiddetta ”fitodepurazione”.
Questo metodo – sostanzialmente analogo a quello utilizzato per i reflui abitativi e per le biopiscine – consiste nel far passare l’acqua sporca attraverso le radici di certe piante palustri, collocate in un’apposita vasca separata: le radici assorbono le sostanze di rifiuto (che per loro sono nutrimento) purificando l’acqua che, così, può essere reimmessa nel laghetto.

Varie prove sperimentali hanno dato ottimi risultati anche in presenza di rilevanti carichi di pesce (acqua notevolmente depurata e trasparente), sia utilizzando esclusivamente la fitodepurazione, sia abbinandola ad altri sistemi più tradizionali (filtrazione fisica, a batteri, lampada UV), ove necessario.

Non impiegando sostanze chimiche ma solo organismi vegetali, questo è decisamente il sistema di depurazione più eco-sostenibile tra quelli oggi disponibili e il suo costo di realizzazione è in linea con quello degli altri, se non – a volte – anche più basso.

Il suo fabbisogno energetico è estremamente contenuto – essendo limitato ad una sola pompa per la ricircuitazione dell’acqua, dimensionabile a seconda delle varie situazioni – e la sua semplicità di esercizio è unica: una volta realizzata e piantumata la vasca di fitodepurazione, questa non necessiterà di alcun intervento, a parte i normali controlli al circuito idraulico (peraltro indispensabili anche in tutti gli altri sistemi) e la semplice potatura invernale per rimuovere le parti aeree delle piante che si saranno seccate.

A ben vedere, l’unico difetto di questo sistema può essere costituito dal dimensionamento della vasca di fitodepurazione, che deve avere una superficie di almeno 1/5 rispetto a quella del laghetto.

Se, però, non vi sono oggettivi problemi di spazio, la vasca potrà essere abbellita con l’inserimento di altre specie vegetali che la trasformeranno in una vera e propria “aiuola palustre”, che aggiungerà un tocco naturale – e caratteristico – al nostro giardino.

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