Le piante per il laghetto ornamentale

Progettare e costruire un laghetto non comporta soltanto l’applicazione di una serie di accorgimenti tecnico-scientifici, ma richiede sicuramente anche una componente creativa.

Ho sempre ritenuto molto importante creare un ambiente quanto più naturale possibile, che rispetti le caratteristiche della zona in cui il laghetto è collocato.

A prescindere dai gusti personali, è evidente che i criteri su cui si basano le scelte estetiche per un laghetto costruito in un giardino in campagna saranno diversi da quelli utilizzati per una vasca posta nella corte interna di una abitazione nel centro storico di una città.

Anche nella scelta delle piante, quindi, occorre considerare attentamente l’ubicazione del laghetto (fondamentale oltre che per il rispetto di un biotopo acquatico secondo natura, anche per la verifica delle condizioni climatiche di sopravvivenza delle piante), la sua forma, il tipo di depurazione più adatto ed i pesci che eventualmente si vogliono inserire.

Dal punto di vista biologico, l’insieme di tutte le piante acquatiche può essere schematicamente ricondotto a tre gruppi:

  • piante per terreni umidi
  • piante palustri
  • piante acquatiche, sia radicate nel fondo sia galleggianti.

Tali gruppi differiscono per la loro fisiologia, ed è quindi necessario possedere alcune conoscenze elementari per il loro utilizzo.

Ad esempio, se si possiede un piccolo giardino dotato di una vasca di dimensioni contenute, è utile tenere presente che le vere piante acquatiche (quelle che vivono sotto la superficie dell’acqua) sono meno visibili delle piante palustri e per terreni umidi, le cui foglie e fiori – spesso notevoli – superano il livello della superficie dell’acqua. Poiché, vista la superficie limitata, non si possono coltivare tutte, sarà opportuno privilegiare quest’ultime rispetto alle prime.

Al contrario se si possiede un grande lago, dove sono presenti tutte le altezze d’acqua necessarie alla coltivazione delle piante, è evidente che la scelta potrà spaziare tra esemplari di tutti i gruppi sopra citati.

 

LE PIANTE PER TERRENI UMIDI

Le piante per terreni umidi occupano una zona particolare, sfruttando la presenza di un terreno fresco ma areato e un’atmosfera umida grazie alla presenza dell’acqua, indispensabile alla loro sopravvivenza.

Queste piante non crescono necessariamente solo vicino ad uno stagno o ad un fiume; occasionalmente si possono trovare nei sottoboschi, nei pressi di sorgenti,  nei fondo valle con terreno acquitrinoso; sopportano brevi periodi di siccità, ma non possono essere private dell’acqua per lungo tempo.

Sebbene abbiano bisogno di una terra umida, non crescono bene con le radici costantemente in acqua.

Più terrestri che acquatiche, sono essenziali per integrare il nostro laghetto con il resto del giardino sia perché sono più colorate delle piante puramente acquatiche, sia perché, con la loro vegetazione generosa, danno l’impressione che il laghetto sia più grande di quanto non sia.

Alcuni esempi di piante per terreni umidi sono: Astilbe, Auruncus dioicus, Darmera peltata, Geranium palustris, Gunnera manicata (adatta per grandi spazi dato lo sviluppo di enorme fogliame), Primula vialii, Hibiscus Coccineus (splendido il grande fiore rosso e pianta che vive e cresce bene anche come palustre), Canna (nelle varietà endeavour – erebus, ra, victorius).

 

LE PIANTE PALUSTRI

“I piedi nell’acqua e la testa al secco”: le piante palustri occupano quella zona di transizione tra il dominio dell’acqua in senso stretto ed il resto del giardino.

Le loro foglie e i loro fiori si sviluppano liberi nell’aria, ma le radici crescono in acqua e non tollerano terreni asciutti; in un laghetto naturale la loro sistemazione è semplice, dato che si possono piantare direttamente nel limo del fondo in prossimità della riva, alla profondità desiderata, mentre in un laghetto artificiale vanno sistemate lungo i bordi.

La maggior parte di queste piante presenta un notevole vigore vegetativo e negli stagni medio-piccoli andrebbero piantate in vaso, per controllare meglio la loro crescita.

E’ importante ricordare che se al momento della costruzione del laghetto non sono stati previsti livelli di diversa profondità, occorre creare uno spessore sotto i vasi in modo da alzarli fin sotto il pelo dell’acqua.

Nella scelta del numero vale la regola di evitare una mescolanza eccessiva di specie diverse: è sicuramente più d’effetto un numero ristretto di varietà con numerosi esemplari per ogni gruppo.

Alcuni esempi di piante palustri sono: Acorus calamus, Anemopsis californica, Butomus umbellatus, Calla palustris, Caltha palustris (nelle varietà plena – polypetala – alba), Cyperus alternifolius (il falso papiro), Cyperus papirus (il vero papiro egiziano), Equisetum (japonicus – hyemale – palustris – scirpoides), Hibiscus  palustris, Eriophorum (angustifolium – latifolium).

 

LE PIANTE ACQUATICHE 

La loro epidermide è generalmente verde, senza cuticola né stomi, tuttavia è permeabile ai gas ed ai sali sciolti nell’acqua, come nelle ossigenanti. In quelle che possiedono foglie galleggianti, come le ninfee, l’epidermide superiore in contatto con l’atmosfera presenta cuticola e stomi.

Generalmente queste piante sono fissate al substrato con corte radici, eccetto le piante che possiedono dei tuberi o dei rizomi, come per esempio le ninfee, che sono probabilmente le piante più conosciute ed utilizzate nell’arredo dei laghetti ornamentali.

E’ importante accertarsi che queste piante non portino via troppa luce a quelle sommerse ed è quindi consigliabile riservare loro una parte delimitata del laghetto e, nel caso superino i limiti, tagliare senza paura le foglie eccedenti.

Come detto, le ninfee sono sicuramente le regine tra le piante da laghetto: scegliete quelle che per dimensione più si adattano al vostro spazio acquatico, infatti, oltre a centinaia di varietà di colori, ne esistono anche di diverse grandezze.

Prima di piantarle nel vostro laghetto, controllate attentamente i rizomi, eliminando accuratamente eventuali punti di marcescenza con un coltello affilato.

Altre piante acquatiche meritevoli di attenzione sono: Fior di Loto, Nuphar Lutea; Nuphar Japonica Rubra; Aponogeton Distachius.

Vi sono poi le piante acquatiche galleggianti, alcune delle quali resistenti al freddo, altre tropicali, e perciò coltivabili all’esterno solo in primavera-estate-autunno, e da ritirare prima delle gelate invernali.

Sono facilmente coltivabili ed appartengono a questo gruppo le seguenti specie e varietà: Azolla caroliniana, Eichhornia crassipes, Hydrocaris morsus-ranae, Lemna minor, Pistia stratiotes, Salvinia auriculata, Spirodela polyrrhiza, Stratiotes aloides, Trapa natans verbanensis (castagna d’acqua).

Tra le piante acquatiche, particolare importanza assumono le piante sommerse (ossigenanti). Queste piante sono le più importanti per l’equilibrio biologico nel laghetto: arricchiscono l’acqua di ossigeno ed eliminano le sostanze nocive.

In modo specifico, le piante a crescita veloce, come Elodea canadensis e Ceratophyllum demersum, sono diretti concorrenti nutrizionali delle alghe e, perciò, particolarmente indicate per il laghetto. Altri esempi di piante ossigenanti sono: Crassula recurva, Lagarosiphon mayor, Myriophyllum proserpinacoides e spicatum, Potamogeton crispus e lucens

 

IRIS ACQUATICI E PALUSTRI

Una citazione a parte, per il numero di varietà e di colorazioni, meritano gli Iris; molto apprezzati sul bordo dei laghetti per i loro fiori che svettano sul fogliame, ma soprattutto per le loro foglie laminari e perfettamente verticali, ideali per contrastare l’orizzontalità dell’acqua.

Gli Iris acquatici possono essere schematicamente suddivisi in due gruppi: quelli che possono vivere nell’acqua tutto l’anno, e quelli che mal sopportano di avere l’apparato radicale in acqua anche in inverno.

Infine, è importante ricordare che tutte queste piante – che siano per terreni umidi, palustri o acquatiche – sono legate a quattro fattori limitanti che condizionano imperativamente la loro vita, la loro crescita e la loro riproduzione: la luce, l’anidride carbonica, la temperatura e le sostanze nutritive.

I primi tre fattori sono intimamente legati e partecipano alla funzione principale dei vegetali: la fotosintesi clorofilliana; a questa si aggiunge il processo di nutrizione della pianta, a partire dalle sostanze organiche e minerali. Di tutto ciò dovremo tener conto nelle nostre scelte.

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